Alfabeto Treccani

Una collana di 21 opere su carta in edizione limitata

Il primo progetto firmato Treccani Arte è Alfabeto Treccani, collana di ventuno opere inedite a tiratura limitata nata dalla collaborazione con Artissima. Alfabeto Treccani propone una ricognizione dell’arte italiana contemporanea a partire dalle ventuno lettere dell'alfabeto, ciascuna delle quali è rappresentata da un artista il cui nome comincia con la stessa. L'alfabeto è, dunque, il pretesto per fornire una panoramica dell’arte italiana contemporanea attraverso tre generazioni di artisti che si cimentano con le infinite possibilità di sperimentazione offerte dalla stampa artistica.

Domande frequenti

Cos'è un'edizione d'artista?
L'edizione d'artista è una serie di opere identiche fra loro progettata dall’artista per essere prodotta secondo i metodi del disegno industriale e secondo le tecniche della stampa tipografica o elettronica. Si tratta, dunque, di opere d'arte originali, risultato della collaborazione tra editori e artisti.

Cosa si intende per edizione limitata?
A partire dal tardo XIX secolo gli artisti hanno cominciato a limitare il numero di esemplari prodotti da una stessa matrice. Quando ciò avviene si può parlare di 'edizione limitata' o 'edizione a tiratura limitata', dove per 'tiratura' si intende: l’operazione di tirare copie a stampa; il numero di copie che si stampano con una stessa matrice.

Si tratta di opere d'arte originali, risultato della collaborazione tra editori e artisti.

Quali elementi identificano un'edizione a tiratura limitata?
Le opere in edizione limitata sono solitamente datate e numerate. Spesso, ma non sempre, l'artista vi appone anche la sua firma. Un'edizione di 100 esemplari sarà numerata 1/100, 2/100 ecc. L'edizione può essere accompagnata da una serie di prove d'artista, anch'esse limitate e indicate con la sigla PdA (prova d'artista), seguita da numeri arabi o da numeri romani (I/X, II/X ecc.).

Come riconosco un'edizione autentica?
Gli esemplari di un'edizione sono accompagnati da un apposito documento (detto certificato di autenticità) che, insieme al nome dell'artista e il numero di edizione, dichiara il nome dello studio a cui è stata affidata la produzione dell'opera. Alcune stamperie o atelier sono attive da molti decenni e hanno collaborato con gli artisti sin dagli esordi, specializzandosi nella stampa d'arte. Il certificato di autenticità indica anche la qualità del supporto (della carta, ad esempio) e le tecniche impiegate, spesso frutto di un'audace sperimentazione.

Le edizioni hanno rilevanza storica al pari delle opere uniche?
Assolutamente sì, tanto che le edizioni d'artista sono entrate a far parte delle collezioni dei più importanti musei internazionali. Molto spesso le stampe d'artista sono conservate insieme ai disegni, cui sono accomunate dalla natura del supporto. In virtù della loro accessibilità, le edizioni ci permettono di costituire delle collezioni sempre più estese e complete. Molti collezionisti, inoltre, scelgono di collezionare esclusivamente opere in edizione. Gli artisti stessi, cimentandosi con i mezzi e i processi produttivi della riproducibilità tecnica, sono stimolati a sviluppare il proprio lavoro in direzioni sempre nuove, in dialogo con gli altri media impiegati e con il proprio corpus di opere.

Alcune stamperie hanno collaborato con gli artisti sin dagli esordi, specializzandosi nella stampa d'arte.

Quali sono le tecniche di stampa più comuni utilizzate dagli artisti?

Xilografia
Procedimento di stampa con matrici lignee, incise a rilievo. Tecnica tra le più semplici e antiche (nota in Cina dal VI secolo) fu conosciuta in Europa dal XII secolo. Dalla fine del XIX sec., al pari di altre tecniche incisorie, è diventata un mezzo espressivo autonomo. Oggi, un tipo d’incisione con tecnica analoga a quella xilografica può essere ottenuto incidendo lastre di materiale diverso (gomma, fibra, linoleum, ecc.). Una xilografia a più colori si ottiene intagliando più matrici, una per ogni valore cromatico, o mediante l’incisione progressiva di una sola forma (xilografia a forma persa); intaglio e stampa della forma si succedono fino a quando, sulla matrice, restano in rilievo solo i segni e le zone relative all’ultima tonalità cromatica, quella più scura, perché quelle precedenti sono andate perse.

Litografia
Procedimento di stampa che usa come matrice la superficie levigata di una pietra calcarea. Lo scritto o il disegno da riprodurre vengono realizzati sulla lastra con sostanze idrorepellenti; la nitidezza del segno e l'eliminazione di eventuali impurità sono assicurate dall'azione dell'acido nitrico. Una soluzione di gomma arabica mantiene umida la lastra per aumentarne la forza di repulsione dell'inchiostro nelle parti non coperte dal disegno. Finita la tiratura, la pietra può essere riutilizzata dopo la pulitura con pietra pomice e altri abrasivi. Le stampe a più colori si ottengono attraverso più passaggi, utilizzando un’impronta su pietra per ogni colore.

Acquaforte
Dal nome medievale dell'acido nitrico, aqua fortis, è un disegno ottenuto incidendo una lastra di metallo per mezzo di un acido. La lastra, ricoperta di un sottile strato di vernice grassa sul quale si esegue il disegno con una punta di acciaio, viene sottoposta all'azione di un acido (morsura), che, non avendo presa sulle parti protette dalla vernice, intacca il metallo in quelle messe a nudo dalla punta e vi scava segni di una profondità proporzionata al tempo della sua azione. La lastra acquista così la facoltà di trattenere nei segni incisi l'inchiostro, che cederà poi alla carta sotto la pressione del torchio.

Serigrafia
Procedimento di stampa che usa come matrice un tessuto di seta o di fibre sintetiche a trama più o meno fitta. Le parti che non devono lasciar filtrare colore sono trattate con colle o altre sostanze impermeabilizzanti; il colore, applicato sulle parti libere, si preme con uno strumento di gomma facendolo filtrare attraverso la trama sul foglio sottostante (stampe a più colori si ottengono con successivi passaggi). La tecnica, di antica origine cinese, fu ripresa in Europa e negli Stati Uniti dall’Oriente all’inizio del XX sec. per la stampa dei tessuti e poi utilizzata, per la particolare resa di campiture cromatiche, per la produzione di stampe artistiche. Vi si possono applicare procedimenti fotochimici, con applicazioni di vernici fotosensibili; possono essere utilizzati colori ad acqua o a olio, inchiostri sintetici, lacche, smalti, colori fluorescenti ecc.

Fotolitografia
Riproduzione, su pietra o su foglio metallico, di matrici per la stampa di immagini o scritti mediante il riporto fotografico su uno strato di gelatina sensibile alla luce, usata nel processo di stampa offset. Il testo originale, secondo il metodo di riporto scelto, può essere sviluppato in negativo o in positivo.