L’arte di Diego Perrone

Diego Perrone (n. Asti 1970) vive e lavora tra Asti, Milano e Berlino. Utilizza una vasta gamma di linguaggi, dalla fotografia, al disegno, alla lavorazione del vetro, creando un interessante connubio tra l’utilizzo di tecniche tradizionali e l’arte concettuale.

Untitled 2011
Biro on paper
Courtesy l'artista

I pensatori di buchi (2002) è tra le prime opere che ne mettono in luce la poetica: un tentativo di percezione del vuoto attraverso una serie di scatti di sette buchi di diverso diametro, scavati in profondità nel terreno.
I suoi lavori si caratterizzano anche per un’acuta rilettura di temi e icone della tradizione, dalla cultura popolare alla storia più recente.

I pensatori di buchi 2002
Stampa Lambda montata su alluminio
Courtesy l'artista

Nel 2005, in occasione della sua personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, presenta La fusione della campana, una scultura realizzata in vetroresina ricoperta di catrame fuso, e Totò nudo, un’animazione digitale in cui Totò, ricostruito in 3d, si spoglia per rimanere completamente nudo, inaugurando una vasta produzione video caratterizzata da continui spostamenti di significato e atmosfere stranianti.

I suoi lavori si caratterizzano anche per un’acuta rilettura di temi e icone della tradizione, dalla cultura popolare alla storia più recente.

Per il CAPC Musèe d’art contemporain di Bordeaux e al MAMbo di Bologna nel 2007 espone una serie di 'oggetti' di grandi dimensioni, tra cui La mamma di Boccioni in ambulanza, in cui il volto della madre di Umberto Boccioni si sovrappone all'immagine rielaborata di una simulazione d’emergenza all’interno un’ambulanza.

Untitled 2016
Glass casting
Courtesy l'artista

Nel 2013 Perrone è presente con una mostra personale al Museion di Bolzano e nel 2017 al Museo d'arte contemporanea Villa Croce di Genova. Ha partecipato, inoltre, a Manifesta nel 2000, alla Biennale di Venezia (2003; 2013), alla 4° edizione della Biennale di Berlino (2006) e alla 43° edizione della Biennale d’arte a Basilea (2012). Le sue opere sono state ospitate dalle più importanti istituzioni d’arte contemporanea internazionali, tra cui: La Triennale di Milano (2015), il Castelli di Rivoli (2014), il Museum of Contemporary Art di Chicago e Palazzo Grassi a Venezia (2009), il New Museum di New York (2008), la Whitechapel Gallery di Londra (2008), il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (2007) e il Centre Pompidou di Parigi (2004).

Opera in apertura: Untitled 2016
Glass casting
Courtesy l'artista e Galleria Massimo De Carlo