L’arte di Marisa Merz

Avvalendosi dei mezzi espressivi più disparati, dal disegno alla scultura, dalla pittura all’installazione, Marisa Merz (n. Torino, 1926) ha insistito sin dagli esordi sull’importanza del fare artistico, recuperando tecniche artigianali come il cucito e l’intreccio, tradizionalmente appannaggio delle donne.

Altalena per Bea, 1968
Legno, ferro
Photo: Andrea Guermani
Courtesy l'artista

Unica rappresentante femminile del movimento dell’Arte Povera e protagonista della scena artistica italiana dalla fine degli anni Sessanta, Merz ha partecipato a numerose mostre storiche, tra cui la collettiva Arte Povera + Azioni Povere curata da Germano Celant agli Arsenali di Amalfi nel 1968.
Per l'occasione, Merz espone sulla spiaggia di Amalfi opere realizzate con coperte arrotolate, tenute insieme da fili di rame o scotch, e oggetti legati all’infanzia della figlia Beatrice realizzati in filo di nylon, rame e lana.

Unica rappresentante femminile del movimento dell’Arte Povera e protagonista della scena artistica italiana dalla fine degli anni Sessanta.

La recente mostra Marisa Merz: The Sky is a Great Space è stata realizzata dal Metropolitan Breuer di New York e dallo Hammer Museum di Los Angeles in collaborazione con la Fondazione Merz (2017).
Ricordiamo inoltre le personali al Macro di Roma (2016, con Mario Merz), al Museo D'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli (2007), al Kunstmuseum di Winterthur in Svizzera (2003), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1996) e al Centre Pompidou di Parigi (1994).

Untitled, tecnica mista su cartoncino
Photo: Renato Ghiazza
Courtesy l'artista

Untitled, 1984 tecnica mista su tela
Photo: Renato Ghiazza
Courtesy l'artista

Vincitrice del Leone d'Oro alla carriera (2013), Merz ha partecipato a numerose mostre internazionali e biennali tra cui la Biennale di Venezia (2013, 2001, 1986, 1980, 1976; 1972) e dOCUMENTA (1992; 1982).

Opera in apertura: Untitled, 1975
Filo di rame
Photo: Renato Ghiazza
Opere: collezione dell'artista
Courtesy Fondazione Merz